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Cani nella Vigna: la mia esperienza

26 Nov 09 di

I miei acquisti a Lucca Comics & Games 2009Quest’anno dopo la giornata trascorsa al Lucca Comics sono tornato con un paio di manuali interessanti, Cani nella Vigna e Non Cedere al Sonno. Dopo avere passato un po’ di tempo a studiare e cercare consigli, mi sono organizzato con alcuni amici (facendo il Master) per provare il gioco che interessava di più: Cani nella Vigna.

Il gioco

Cani nella Vigna è un western ambientato tra le montagne ed i deserti dell’America del 1800, dove poche persone si riuniscono in piccoli villaggi per allontanarsi dalla corruzione dell’Est. I giocatori rappresentano i Cani da Guardia della Vigna del Signore, autorità assolute della Fede. Ci saranno peccatori, stregoneria e odio, fino ad arrivare all’omicidio: compito dei personaggi è risolvere le situazioni secondo il loro giudizio insindacabile. Nessuno ha autorità sui Cani.

La novità rispetto a GdR più tradizionali è nello svolgimento della narrazione: il Master introduce lo scenario e mette i giocatori davanti ad una situazione, ma nemmeno lui sa dove porterà la storia, perché questa viene costruita insieme, in maniera collaborativa.

E’ la difficoltà più grande con cui ho dovuto scontrarmi, visto il mio background da giocatore di D&D, ma la cosa non mi è dispiaciuta affatto. E’ una prospettiva diversa, dove il Master non può decidere a priori cosa succederà e nemmeno spingere i giocatori in una direzione. Lo stesso gioco è strutturato in modo che questo sia molto difficile: perché rubare il divertimento ai giocatori? Meglio lasciare loro costruire la storia e farli comportare come vogliono.

I conflitti

Le avventure in Cani nella Vigna si basano su un unico concetto: tutto è lecito a meno che un giocatore (Master compreso, ovviamente) non abbia qualcosa in contrario.

Per questo CnV può essere definito come un gioco di ruolo molto narrativo, dove i personaggi e le loro decisioni sono al centro della scena. In ogni caso non è sempre tutto così lineare: in alcune situazioni è bene tirare in ballo i dadi e giocarsela a viso aperto, decidendo insieme la Posta del Conflitto di una determinata situazione.

La Posta può essere qualsiasi cosa: da “Riuscirò ad impressionare quella bella ragazza?” a “Morirai?”. Il dovere del Master, salvo qualche rara eccezione, è far giocare solo gli scontri veramente importanti, concedendo tutto ciò che è meno rilevante.

I Conflitti si basano su un sistema molto simile al poker, con rilanci e vedute. Il sistema è ottimo: servono molti dadi per giocare (soprattutto d6), ma non è complicato da imparare. Nel mio gruppo, dopo aver fatto giocare ad ognuno l’Iniziazione del personaggio, le regole erano già chiare. Certo, sarà necessario leggere almeno un paio di volte il manuale prima di sapere come muoversi, ma è un sistema facile da capire.

Conclusioni e risorse utili

Sono soddisfatto della prima esperienza: già dopo poche ore di gioco era chiaro come la parte più divertente di questo gioco di ruolo fosse la caratterizzazione dei personaggi. Il compito del Master è scoprire le loro debolezze ed i possibili problemi interiori per renderli evidenti: sta ai giocatori interpretarli nel modo migliore, senza lasciarsi andare a tentazioni da power player.

In questo senso Cani nella Vigna è sicuramente un gioco che richiede un pubblico maturo e adulto: non per i contenuti, ma per una filosofia di gioco che è totalmente diversa da “ammazza il mostro, prendi il tesoro”.

Se la mia esperienza ti incuriosisce, segnalo qualche link utile:

    Se ti piace sperimentare giochi nuovi e sei interessato al mercato indie, Cani nella Vigna è un bel GdR: dagli un’occhiata!

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    GdR Players Online

    6 commenti a “Cani nella Vigna: la mia esperienza”

    1. adam

      vai così fratello \m/_ postaci la città che hai usato!

      unico appunto: chi ha detto che ammazzare i mostri e prendere il tesoro è meno maturo che caratterizzare personaggi e creare tutti insieme storie avvincenti? Sono cose diverse, ognuno ha le sue preferenze; cani eccelle nel secondo caso, altri giochi altrettanto belli eccellono nel primo, ma nessuno potrà mai dire che uno è più brutto dell’altro 🙂

    2. Concordo con Adam: nessuno può permettersi di dire che i suoi gusti sono migliori di quelli degli altri, e per questo un gioco che prevede l’ammazzare tesori e prendere imostri è “meno maturo” di un altro! Ma caro Tom StarDust, hai idea delle parole che usi? Personalmente trovo che CnV abbia un taglio religioso/morale troppo pressante: interamente basato sui mormoni, e questo (con tutto quello che comporta: inferiorità delle donne, sacralità di certe azioni, sottomissione degli altri, ecc) può urtare parecchio la sensibilità di molti.

    3. TomStardust

      Caro Leles, non mettermi in bocca parole che non ho detto: nessuno ha affermato di avere gusti migliori di altre persone. Cani nella Vigna è semplicemente un gioco differente da altri, ed ho voluto raccontare la mia esperienza. Può non piacere, ma è normale che ognuno abbia le sue preferenze.

    4. fenna

      Bravo Tom! Bell’articolo.
      Ma hai poi provato a fare il GM?
      Perché da GM ti stupisce ancora di più.
      Anche perché all’inizio leggi il regolamento e pensi: ma sta roba non funziona,come diavolo faccio a cavarne un ragno dal buco se devo mostrare la città e non nascondere niente.
      Poi inizi a sbattere in faccia i primi casini ai giocatori e se hanno capito come si gioco: tutto diventa chiaro.
      Può capitare che ci siano giocatori al tavolo che non si affezionino ai personaggi o non siano coinvolti dall’ambientazione, direi che in quel caso è meglio farli giocare ad altro: Cani non è di certo il loro gioco.

    5. tr3

      comunque secondo me non esistono giochi EUMATE, esistono soltanto giocatori EUMATE 🙂

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