Ancora una volta tento di dare adito alla massima forma d’intrattenimento, cercando la rara compagnia tale da tirarne fuori il sopito potenziale. Non mi interessa il manuale o l’ambientazione, poiché si decide assieme, una volta che il gruppo si è formato.
Io voglio giocare almeno una volta a settimana e, fosse per me, le sessioni durerebbero 10 ore a botta e si farebbero dalle 3 alle 5 volte a settimana.
Per me il gioco di ruolo è la fonte d’intrattenimento PRINCIPALE. No secondaria, no terziaria. Non esiste vado al bar la sera, piuttosto che fare sessione. Uscire a fare passeggiate e parlare del nulla non aggiunge nulla alla mia vita: io voglio fare attivamente.
E questo fare è complesso non può essere un fumarsi una canna tanto per far passare la giornata: io mi metterei con la scheda lunga 7 pagine in sessione dal lettino di ospedale, se ce ne fosse bisogno. Perché se no, che cazzo faccio mentre sono in ospedale in caso? Guardo la vernice che si asciuga? Ma chi me lo tira su il morale dagli eventuali dolori lancinanti del perché dovrei essere in ospedale? Tutto ciò mi dovrebbe far passare la voglia? Il mal di testa dovrebbe fermarmi? No.
Se ti trovi anche un filo in disaccordo con ciò che ho scritto, chiaramente non sei la persona giusta. Parlare oltre per attirare è chiaramente superfluo, quindi incominciamo a escludere i falsi positivi. Dovete possedere le seguenti caratteristiche:
- totale assenza di ansia sociale, traumi debilitanti, grilletto facile per poveri elementi della grammatica italiana che non hanno fatto male a nessuno, eccetera;
- capire che coordinare 5 o più persone per svariate ore di fila 1 o più volte a settimana richiede di dedicare tempo e gli danno la priorità al di sopra di qualsiasi cosa non sia essenziale come lavorare o fare la spesa;
- impostazione mentale POSITIVA, vale a dire persone mature, che cercano sempre di vedere il mondo, le persone e le cose che vengono dette nella maniera più positiva possibile, invece di cercare costantemente di identificare nemici e dispetti e di fare i bambini tipo “Ma quindi vorresti dire che *interpretazione completamente campata per aria di una frase assolutamente neutra*?!?!?!?!”;
- Apertura mentale nei confronti dell’ambiente creativo e di possibili visioni di un mondo fantastico, cercando di collaborare e non andare in idiosincrasia per elementi di gioco (a meno che siano inequivocabilmente compromettenti per la trama o il ritmo di gioco in generale);
- desiderio di essere protagonisti, attivi e giocanti, sfruttando meccaniche e dinamiche di gioco a pieno e repellendo il martellamento di palle che costituisce il sentire le improvvisate e non ispirate discussioni col capo carovana sul raccolto dei cavoli quando il background del tuo pg consiste nel riconquistare la dimensione natia conquistata dai demoni (o qualsiasi “vi svegliate in locanda” senza un preciso motivo);
- repulsione per svogliatezza, lamentele per vocali troppo lunghi, Avatar 2: la via dell’acqua, eccetera.
Commento nostalgico di persona distrutta dalla vita:
Ricordo ancora un tempo in cui si cercava di fare di meglio per farsi strada nel libero mercato… quando la meritocrazia era il sogno di chi voleva essere ricompensato per i suoi sforzi… Sapete, un tempo alla gente piaceva poter dire di appartenere per esempio a un Club esclusivo. Quando ancora l’esclusività voleva dire essere speciali, o almeno sentirsi tali. Perché quel Club poteva solo ospitare un tot di persone massimo e selezionarle voleva dire assicurarsi che fossero tutti sullo stesso livello. Non come quando andavi al parco e tua madre ti diceva di lasciar giocare anche l’altro bambino, ignorando il fatto che quel bambino non ti portava felicità o intrattenimento; ma per qualche motivo la domanda era sempre “Perché non ci giochi?” e non “Perché dovresti giocarci?. Nel medioevo, se qualcuno ti accusava di un crimine, dovevi tu per primo giustificarti, dimostrando il contrario dell’accusa, altrimenti venivi ritenuto colpevole. Oggi miracolosamente è il contrario: prima devono dimostrare che tu sei colpevole e poi si vede la tua risposta con l’avvocato di difesa.
Un tempo c’erano cose con valenze positive come l’esclusività, perché essere tra i pochi non voleva dire essere sopra gli altri o escludere gli altri, voleva dire aver fatto bene, voleva dire essere affianco a gente che ti capiva, perché quella gente si era dedicata a quella cosa là e in quel momento della sua vita la sua ostinazione l’ha portata accanto a te.
Oggi invece molti parlano di inclusività come se il bambino del vicino avesse pagato le tasse per giocare a briscola con me e, se non lo faccio giocare, allora io sono il cattivo.
Ma un tempo non c’era la neutralità? Se il compagno di classe mi chiede la penna e io non glie la do, non sono un cattivo, sono solo neutro. Non l’ho ammazzato dico io, sarei stato buono se glie la davo, perché era una cosa in più, era un favore; ma, se non glie la do, sono solo neutro. Lo stato normale era che io per anni prima di quell’evento non gli avevo dato la penna, non avevo alcun obbligo verso di lui. Quindi mi piacerebbe qualcuno che la pensa ancora come me… e capisce che, se qualcosa non è inclusivo… in lingua italiana, vuol dire solo che è normale…
E poi, se qualcuno come me ha delle necessita, se non riesce a divertirsi perché è nato così, non prende indirettamente a parole gli altri perché gli dice che non vanno bene, semplicemente ha più difficoltà a trovare le persone giuste e la ricerca deve passare per svariati filtri. Mi piacerebbe che queste malinconiche parole raggiungessero chi si trova nella mia stessa situazione, ma col passare del tempo temo sempre di più di essere l’unico e che si perdano portate via dal vento marino, mentre guardo il sole scomparire ancora una volta fra le onde…

Shadrt Vai al profilo 19 Ottobre 2025 – 11:57
Guarda, mi ritrovo in quello che dici, mi piacerebbe parlarne meglio–> Scrivimi su discord MonsterBored, così ne parliamo meglio in chiamata
LM364 Vai al profilo 19 Ottobre 2025 – 16:34
Ciao, sono d’accordo con il tuo discorso e sono interessato, puoi contattarmi qui per discuterne meglio t.me/Lm6280
RobyRizzler Vai al profilo 19 Ottobre 2025 – 18:59
ok ho difficoltà a capire il significato delle ultime lettere che hai inserito nel commento, quindi nel dubbio rispondo dicendo che il mio nickname di Discord è bomber8990. Se vuoi, possiamo sentirci là
LM364 Vai al profilo 19 Ottobre 2025 – 19:31
È il mio contatto di Telegram
Hellion Vai al profilo 19 Ottobre 2025 – 16:40
Sono decisamente concorde.
Rispondi pure a questo messaggio per domande o per organizzarci
RobyRizzler Vai al profilo 19 Ottobre 2025 – 18:57
il mio nickname di Discord è bomber8990
Dalkan Vai al profilo 21 Ottobre 2025 – 04:49
Ciao Roby,
il tuo post è molto interessante perchè penso tu abbia centrato appieno il problema attuale del “GDR” giocato da noi.
Il GDR non è un gioco in scatola, ma un impegno, una passione.
E capisco anche il post dopo che (quasi sicuramente) avrai ricevuto pacchi, ghosting, assenza continuità, incoerenza… e parlo solo sul discorso collaborativo perchè pure io (e a quanto pare anche altri master che ho sentito) sono stato vittima di questo nuovo hobby di persone inaffidabili.
Parlando di cose importanti (non che quelle precedenti non lo siano, ma il gdr prima di tutto), mi par di capire che cerchi giocatori che hanno voglia di calarsi nel proprio personaggio e viverlo appieno.
Vorrei poterne parlare se per te va bene 🙂
Ti lascio il mio
Telegram: @RobertGalador
Discord: robert_galador
Grazie e a presto
Roberto