La Città dei Dogi: play by chat online da 20 anni — intervista

La Città dei Dogi è un gioco di ruolo e di narrazione play-by-chat online da 20 anni e ambientato a Venezia alla fine del 1500. Tra calli, campielli e sottoporteghi, i personaggi si muovono e interagiscono per dar vita a un racconto scritto a più mani di cui il giocatore è al tempo stesso autore e lettore.

Abbiamo intervistato il creatore e gestore del gioco: una realtà che vale la pena scoprire nel panorama del gioco di ruolo italiano.

Descrivi La Città dei Dogi a chi non la conosce

Iniziamo con una cosa facile, quindi! Per rispondere bisognerebbe sapere se il giocatore sa cosa sia un GdR o no.

Nel primo caso probabilmente direi una cosa del tipo: prendi un gioco di ruolo, e distribuisci responsabilità della parte descrittiva dell’ambientazione normalmente riservata ai master in modo equo fra player presenti (master compresi, se presenti). Dai più potere di decisione sulla indeterminatezza delle situazioni ai master rendendo i dadi meno prescrittivi. Aggiungici una ambientazione storica o meglio quasi-storica, con qualche (a volte ampia) licenza narrativa, dei player fantastici (ne ho le prove!) ed è fatta: questa è La Città dei Dogi.

Se invece il giocatore non sapesse cos’è un GdR, allora è più difficile. Però proverei così: immagina di poter scrivere una storia a turno in tempo reale con altre persone. Come uno scrittore-lettore o un lettore-scrittore. Immagina di poter indossare i panni di un personaggio e di muoverti in quello che tu e altri scrivete assieme, determinando cosa sta succedendo. Aggiungici una ambientazione… il resto non cambia, soprattutto la cosa dei player fantastici.

Sappiamo che hai deciso di fare questa intervista a seguito dei 20 anni dalla nascita del gioco. Cosa si prova ad essere online dopo così tanto tempo?

Un misto di stupore e di soddisfazione. Non mi sarei mai immaginato allora che La Città dei Dogi fosse ancora online. E di sicuro ci sono stati momenti in cui ho pensato di chiudere tutto e lasciare. Ma poi c’era sempre qualcuno che ogni tanto giocava e mi sono detto: che diritto ho di privare i player della possibilità di giocare qui?

Avresti immaginato questo quando l’hai messa online?

No, non avrei mai immaginato. Però è successo e credo che questa sia una cosa importante, da preservare e da far crescere.

Perché proprio Venezia nel XVI secolo e non altro?

In realtà l’esatta collocazione temporale è maturata dopo diverso tempo, nel 2014. Prima le cose erano più sfumate ma poi, su richiesta di alcuni player per meglio caratterizzare i propri personaggi, è stata presa questa decisione: 440 anni di scarto, per piazzarla dopo gli eventi della vittoria di Lepanto.
Sul perché ho scelto Venezia è presto detto: volevo un gioco di ruolo storico pensavo di conoscere abbastanza sia Venezia che la sua storia. Mi sbagliavo e molto: non conoscevo affatto né l’una né l’altra. Ora, sì, diciamo le conosco entrambe un po’ di più ma, non smetto mai di stupirmi delle cose che si scoprono cercando questo o quello per una giocata o per una discussione con un o una player.

Uno degli ultimi casi è quello della dissezione dei cadaveri: nel 1585 si faceva? non si faceva? Cercando online è saltato fuori che fin dal 1368 questa cosa era normata da un provvedimento dogale e anzi era obbligatorio presenziare una volta all’anno ad una dissezione per esercitare alcuni mestieri, fra cui, cosa curiosa, quella del barbiere-cavadenti. Attorno a questa semplice cosa si può costruire un mondo di gioco.

Come definiresti il gioco?

Questo gioco? Un gioco di narrazione basato sul ruolo. Sostanzialmente un ibrido. Se invece si intende “Il Gioco”, con entrambe le maiuscole, allora diventa abbastanza difficile e, credo, soggettivo. Per me è la possibilità di chiudere gli occhi e immaginare una storia, vederla, scriverla, farlo assieme ad altri.

Posso dire una cosa che apparentemente c’entra poco? Qui ne La Città dei Dogi i player parlano spesso de “La Giocata”. È quella che non si può pianificare e che un giorno accade. E quando accade ti lascia il segno per sempre. Quando arriva “La Giocata”, giocare qui diventa diverso. Qualcuno dice addirittura unico. Per alcuni è il momento in cui il personaggio prende vita mentre le dita corrono sulla tastiera. Per altri è il momento in cui il personaggio diventa “altro”, si muove da solo e tu che scrivi ti chiedi perché stai scrivendo quello che stai scrivendo, perché è quasi come se non fossi tu a scrivere. Lo so, è difficile da capire, ma “La Giocata” è così.

Chi sono i player online oggi: vecchie conoscenze o nuovi player?

Al momento più i primi che i secondi: tutti dicono che la stagione d’oro dei GdR online è finita da un pezzo e sicuramente i tempi necessari per giocare qui – ore nel corso di mesi – mal si conciliano con l’approccio che io chiamo “fast-entertainment” (sì, è rubato da fast-fashion), fatto di un pollice che scorre su post, immagini e video per coglierne spezzoni, mettere cuoricini o pollici in su. Personalmente non lo capisco e di sicuro non è alla base di quella che, per me, è un’arte performativa, una specie di recita a soggetto fatta scrivendo a molte mani che facciamo qui.

Ma inutile nasconderlo: se sto rispondendo a queste domande e facendo pubblicità al gioco è perché credo che ci sia spazio, forse più ora di cinque o dieci anni fa, per un gioco come questo da proporre anche a chi non ha mai sperimentato una cosa simile.

I player ti sono fedeli per amicizia o c’è qualcosa di più?

Immagino ci si riferisca alle vecchie conoscenze. Definiamo “qualcosa di più”? 😀 Scherzi a parte, La Città dei Dogi mi ha permesso di allargare di molto lo spettro delle mie conoscenze. Molti anni fa – si parla di prima di Youtube! – avevo definito le conoscenze online “amicizie deboli”. Ovvero un rapporto in cui ci sono alcuni elementi dell’amicizia ma non tutti (motivo per cui sono “deboli”): uno fra tutti non ci si frequenta con davanti una tazza di the o una birra. Comunque, per rispondere, credo e spero che non sia una questione di fedeltà. Amo pensare che sia stato il fenomeno de “La Giocata” che fa sì che le persone non dimentichino questo posto che, a detta di molti, è un po’ magico, nonostante i tanti errori di gestione che io ho fatto in passato.

Bisogna conoscere la storia per poter giocare a La Città dei Dogi?

Risposta breve: no.

Risposta lunga: aiuta ma, oggigiorno, basta usare – bene – un motore di ricerca o chatGPT e molte domande trovano presto una risposta verosimile. Per chi è assolutamente digiuno, suggerirei di leggere la pagina di Wikipedia su Venezia e qualche opuscoletto divulgativo sulla sua storia (io uso spesso “I luoghi della Paura” che può essere trovato sul sito della Fondazione dei Musei Civici Veneziani) e porsi una domanda: mi piacerebbe mettere in gioco un personaggio che vive in una Venezia della fine del XVI secolo?

Stiamo anche rivedendo il manuale che aiuta a districarsi nei molti dettagli verosimili e inverosimili che si possono mettere in gioco.

Quello che invece è probabilmente necessario è invece essere disponibili a cambiare prospettiva: applicare schemi che funzionano altrove (in un GdR dal vivo, in una ricostruzione storica, anche la modalità di un GdR online diverso da questo) non è detto che funzioni ne La Citta dei Dogi. Prenderne spunto, sì. E poi osservare come gioca chi gioca – scusate il gioco di parole.

Qual è la differenza tra La Città dei Dogi e gli altri play-by-chat on line? E con un GdR dal vivo?

Questa è una domanda a cui probabilmente non so rispondere: non gioco ad altri play-by-chat da anni e la mia esperienza con i GdR dal vivo risale a molti anni fa, prima della nascita de La Città dei Dogi. Ma se devo rispondere, direi l’importanza della narrazione fatta dai vari Personaggi Giocatori. Che qui è fondamentale.

Cosa non sopporti in un giocatore?

Domanda cattiva… Però direi il fatto che non legga bene quanto è scritto in chat. Già di suo la chat è uno strumento infido (non è un caso che siano state inventate le emoji). Se poi ci aggiungiamo una lettura frettolosa, i problemi sono dietro l’angolo: basta poco per capire fischi per fiaschi.

Per te qual è il giocatore “perfetto”?

Quello che prima legge attentamente, poi ragiona su ciò che è plausibile fare e infine scrive. Preciso: scrive meno di 500 caratteri a turno 😀

Hai dei giocatori preferiti o sei di quelli che dicono che ognuno ha il proprio stile, quindi sono tutti bravi?

Facile: preferisco i giocatori che riescono a far vedere il loro personaggio, a descriverlo in modo coerente con la situazione che si è creata. Non amo invece i giocatori che preferiscono descrivere il proprio personaggio in accordo con il proprio BG. So che è una cosa poco da GdR, questo, è solo il mio punto di vista: nel rispetto del regolamento qui si può scrivere tutto quello che si vuole in chat. Sono poi gli altri giocatori che determinano la bontà di quanto viene scritto.

Un consiglio per i (tuoi) giocatori, sia per quelli già iscritti che per quelli futuri?

Sperimentate e datevi tempo: giocare qui a volte è maledettamente complicato. Ma quando si trova la combinazione giusta, il tesoro che si trova non lo dimenticherete mai più.

Posso darne un altro? Siate rapidi ma non abbiate fretta. Sì, sembra un ossimoro ma non lo è!

Potessi tornare indietro nel tempo faresti qualcosa in modo diverso?

Di solito rispondo a questa domanda con “non tornerei indietro”. Rispondo così: ho fatto tanti errori nella gestione di questo gioco. Spero di non ripeterli in futuro 😀

Vi aspetto!

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Non c’è nulla di più bello che ritrovarsi a leggere un capitolo della storia del proprio personaggio che mai si sarebbe immaginato di giocare.

Pubblicato da GdR Players Staff

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