Lo zen e l’arte di non rompere il cactus al resto del party


Ogni gruppo ha le sue leggi non scritte. Queste possono variare.
Ci sono però delle regole inappellabili, che ogni player dovrebbe conoscere. Regole basilari. Se non vengono rispettate, ciò che io chiamo “armonia di party” non solo vacilla, ma crolla nella voragine putrida del nero dolore fino al centro del pianeta.

L’elenco che segue è un vademecum in cinque punti di ciò che un player non dovrebbe mai fare onde evitare grattacapi al master e attirarsi l’odio atavico del gruppo. La motivazione per cui questo elenco è stato scritto è che a nessuno piace la violenza e potrebbe essere oltremodo frustrante per il padrone di casa ripulire il sangue versato da un branco di nerd infuriati.

1. La Pecora Nera

Master – Allora, ragazzi: che tipo di personaggi vorreste giocare?
Player 1 – Vado per il Paladino.
Player 2 – Chierico.
Player 3 – Ranger.
Master – Party filo-buono, vedo. E tu, Player 4?
Player 4 – Avevo una grande idea: il Guerriero Oscuro della Melma lacustre con una lisca di pesce tra i capelli e l’armatura imbrattata di cacca per sembrare più malvagio.
Player 1,2,3 – Ma…
Player 4 – Sapevo che avreste avuto delle riserve. Niente paura: sono certo che non ci sarà alcun problema tra i nostri personaggi.

Spesso caratterizzato da un passato da romanziere fallito e un presente da istrionico, la Pecora Nera è il genere di persona che gioca a un videogioco solo per innamorarsi dei cattivi e che pretende di interpretare un personaggio malvagio perché il mantello nero sul Cavaliere Oscuro fa incredibilmente più figo, mentre quello verde è so poraccio. Quello incapace di comprendere che se il party è improntato su una moralità filo-positiva, non c’è posto per il suo bieco Cavaliere della Nera Macilenta Apocalisse che non sia una comoda tomba nel cimitero del primo villaggio visitato.
Ovviamente ciò che ho appena scritto vale anche per il contrario, cioè per l’integerrimo Guerriero della Luce in un party di psicopatici sanguinari.

È successo? Come recuperare: Di base questo avvenimento dovrebbe essere scoraggiato innanzitutto dal master. Se ciò non accade e sia al master che al resto del gruppo va bene accompagnarsi di un losco individuo che spicca nel gruppo come una teglia di trippa a colazione, gli altri player non potranno far altro che continuare a giocare i propri personaggi, fino a che non si arrivi all’inevitabile PvP (Player vs. Player). Quando ciò accadrà, la sportività è d’obbligo. Si spera che da questa triste esperienza, la Pecora Nera esca cresciuta.
(Attenzione: Ciò non vuol dire che nel party non debbano esserci contrasti, ma che incoraggiare fin da subito una situazione “scottante” spesso equivale a una cattiva idea.)

2. L’Antagonista

Master – La profezia che ascolti dall’indovina dice che tu e il tuo nemico siete legati indissolubilmente e non c’è speranza di salvezza fino a quanto tu o lui non sarete morti.
Player – Ah, sì? E allora ti dico io come ti frego: vado dal mio nemico.
Master – Il tuo nemico è un potentissimo cardinale spagnolo: come intendi arrivare fino a lui?
Player – Mi consegno.
[Player abbandona il gruppo senza dare spiegazioni. Il personaggio di Player si trova in Francia e non sapeva andare a cavallo. Fa la strada a piedi fino in Spagna, dove si trova il suo nemico, pretendendo di avere lo stesso spazio e gli stessi eventi del gruppo.]
Master – Ok, sei di fronte al cardinale. Che gli dici?
Player – Lo guardo con aria di sfida e gli dico “La profezia sostiene che io e te siamo legati fino a quando uno di noi non muore. Io dico, fottiamo la profezia, io e te uniti contro il destino.”
Master – Il tuo nemico sorride e ordina la tua istantanea esecuzione.

Generalmente una persona frustrata con la sindrome dell’outsider. Vorrebbe essere colui che risolve la quest non tanto seguendo un filo logico, ma cercando di fregare il master al suo stesso gioco, magari premendo su qualcosa – qualunque cosa – cui si persuade che il Narratore non abbia pensato. L’intento non è giocare, né divertirsi con gli altri, ma il puro piacere di stancare gli altri player, annoiarli e mettere in difficoltà il Master.

È successo? Come recuperare: Il personaggio mosso da questo individuo tende a esplodere da solo, spesso senza portare problemi di sorta al party, considerato che non lo segue nemmeno.
Per quanto riguarda il player, è chiaro che in realtà non vuole giocare con il vostro gruppo, che si annoia o che non gli è congeniale il vostro modo di intendere il gdr. Parlategli francamente e consigliategli un buon videogame in single-player. Se vi sentite particolarmente psicologi, al massimo tentate di capire se il suo è un problema con il master o con il gruppo in generale e se è possibile risolverlo.

3. Il Plurilaureato

Master – La AI dell’astronave sta facendo le bizze. Ingegnere, forse dovresti…
Player 1 – Ci penso io. So cosa fare con le AI.
Player 2 – Ma il mio personaggio ha le specialistiche…
Player 1 –Tu stai tranquillo e rilassati.
[…]
Master – Siete arrivati davanti al Conte X per portargli l’ambasciata dell’Imperatore.
Player 3 – Gli parlo io! D’altronde ho l’ambasciatore…
Player 1 – Mi schiarisco la voce e comincio a parlare.
[…]
Master – Il Simbionte vi attacca.
Player 4 – Beh, il mio personaggio va prima.
Player 1 – Lascia fare a me. Tanto con quelle skills non riusciresti mai ad averne ragione.
Player 4 – Ma sono io il combattente del gruppo.
Player 1 – Beh, anche io.

Eccolo lì: è un po’ un mostro sacro. Generalmente fautore del personaggio All-Rounded (quello che sa fare un po’ tutto), è pronto a giurare che Macgyver ha imparato da lui e di possedere infusa la scienza per compiere ogni prodezza del gioco senza contravvenire mai al regolamento.
Si dichiara capace di correre sopra una fune mentre assalta telematicamente una banca dati corporativa e persuade il nemico che non è poi una grande idea far saltare in aria Dallas con una bomba termonucleare.
Io non nego che sia possibile. Fa pure piacere poter contare su un personaggio di siffatta grandezza, ogni tanto. Lo si può mettere ovunque: saprà fare tutto in maniera eccellente. Però un po’, quando torni a casa, ti che cosa stai giocando a fare.

È successo? Come recuperare: Per prima cosa gli si assicura che è bravo. Secondariamente, gli si parla in tutta tranquillità, gli si esplica il problema e gli si chiede di diminuire l’entusiasmo. Sia che si tratti di un caso di Primadonnismo che di semplice desiderio di rendersi utile, dovrà adattarsi e capire che non sta giocando da solo.

4. L’ucciditore di nemici e contatti altrui

Player 2 – Sai, ho un nemico giurato.
Player 1 – Non più. L’ho ucciso questa mattina.
Player 2 – No, ora mi spieghi: perché diamine l’hai fatto?
Player 1 – Così potrai concentrarti sulla missione.
[…]
Player 3 – Sai, ho un mentore. È come un padre per me, e mi ha insegnato tutto.
Player 1 – Non più. L’ho ucciso venendo qui.
Player 3 – Come hai potuto?
Player 1 – Avevo delle buone ragioni per credere che ci stesse tradendo. Fidati, non mancherà a nessuno.

Qualcuno potrebbe vederlo come una variante del Plurilaureato. Generalmente animato da un sentimento di paranoia e astio nei confronti dei Png (Personaggi non Giocanti) preferisce farli fuori, indipendentemente da chi siano, incurante del background proprio e del resto del party.
Non si limiterà solo a uccidere nemici giurati, ma farà passare dal suo giudizio inappellabile anche i mentori, gli amici e i contatti di ogni sorta. Chi non supera l’esame incontra il suo creatore. Cioè, l’Ucciditore.

È successo? Come recuperare: Spesso il problema non è nemmeno che non si fida dei png, quanto della capacità degli altri giocatori di gestire quelli del proprio background, quindi piuttosto che farsi rovinare il gioco preferisce intervenire lui, spesso preventivamente. Se il Plurilaureato ogni tanto può anche far piacere da avere in party, questo è il caso contrario: è fastidioso. L’Ucciditore deve essere invitato a piantarla e guardare con paranoia al suo solo orticello.

5. L’uomo del Void

Master – Noti che il Personaggio di Player 3 sta piangendo.
Player 1 – E chi se ne frega.
Master – Il personaggio di Player 5 ti chiede aiuto.
Player 1 – E chi se ne frega.
Master – Il personaggio di Player 4 vorrebbe scambiare due parole.
Player 1 – Rispondo a monosillabi. Non ho niente da dirgli. Ora per favore possiamo tornare alla trama?

Generalmente è lì con voi perché gli piacciono le trame del master. Il problema è che per il resto si comporta come se fosse l’unico giocatore al tavolo, il personaggio di un videogioco che si aggira per luoghi, accompagnato da personaggi come lui, che però per quanto gli riguarda potrebbero pure essere figuranti di cartone. Ciò che all’Uomo del Void importa sono due cose:
– La trama;
– Il proprio background.
Non verrà mai incontro agli altri giocatori. Non legherà mai con il resto del party, pur essendo disposto a rimanere nel gruppo (Al contrario dell’Antagonista del punto 2). Non cercherà mai un dialogo che non sia puramente legato alla trama. Non aspettatevi grandi interazioni da lui.

È successo? Come recuperare: Spesso un giocatore del genere viene giudicato innocuo, trattato alla stregua di un Png dagli altri giocatori – per i quali si limiterà a svolgere sempre il proprio lavoro, che sia combattere, guidare un’astronave o investigare – e lasciato a bollire nella sua brodaglia di ricercata solitudine. Il suo è uno stile che può piacere o non piacere: se non piace, parlare con lui potrebbe essere la soluzione migliore. Magari off-game. In gioco non vi darà grandi soddisfazioni, tendendo a barricarsi dietro un immotivato e capriccioso “Il mio personaggio non vuole parlare con il tuo”.
Un po’ come se Shepard in Mass Effect non parlasse con Joker per cinque ore, insomma. Solo che, nel vostro caso, Joker siete voi, non un cumulo di pixel senza un cervello vero e proprio.

Finita questa trattazione, tengo a dire che esistono tanti tipi di giocatori, e che nessuno è perfetto: tutti ricadiamo in questo o quello stereotipo, ed è giusto che ne ridiamo e lo accettiamo. L’archetipo del giocatore perfetto, per fortuna, non esiste, ma possiamo cercare di giocare di concerto con gli altri e creare quella che ho chiamato “Armonia di Party”.

Non tutti i gruppi ce l’hanno. Ma qualche volta la si può sentire. Quando accade, sappiate che avete trovato il vostro party, la vostra Isola, le vostre metà in-game, e che siete persone davvero fortunate.
Godetevi quei momenti. Assaporateli e vivete tutte le grandi avventure che è possibile vivere, con ogni genere di gdr che vi piaccia, senza distinzioni o etichette.

Siate sempre fieri del vostro gruppo. Se non lo siete, continuate la ricerca. Non fermatevi.

di Chiara Listo

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morgen_di_morgengabe

Pubblicato da morgen_di_morgengabe

29 anni. Gioco di ruolo da 12 in cartaceo e da 9 in pbc. Co-Gestisco la pagina MorgenGabe, community di divulgazione ludica. Ogni mese organizzo il Gdr al Buio Bologna insieme a La Gilda.

11 commenti su “Lo zen e l’arte di non rompere il cactus al resto del party”

  1. Antonio

    Morgan Bale Vai al profilo 24 Febbraio 2017 – 12:26

    Bell’articolo.

    Giusto ieri ho giocato real a D&D 3.5 per la prima volta dopo tanto tempo giocato online. E si sono verificati diversi episodi alcuni trattati dal tuo articolo.
    Per come la vedo io ogni master ha il suo gruppo e ogni gruppo ha il suo master.

    Nel senso…

    – Come giocatore voglio fare squadra con dei compagni d’arme con cui mi sento a mio agio.
    – Come master voglio vedere la mia storia realizzarsi ed evolversi e il gruppo di protagonisti/eroi/antieroi compiere il suo destino.

    Ergo…

    – Come giocatore, voglio un master che sceglie i suoi giocatori con meticolosità e li indirizza verso la professionalità e il successo (e non che si diverte a massacrarli per il suo autocompiacimento) attenendosi però ugualmente alle regole del gioco.
    – Come master, voglio dei giocatori che fanno gruppo e si aiutano a vicenda colmando le lacune/punti deboli degli altri (senza super classi che non centrano un beneamato ca##o con la storia).

    Ma questo è solo il mio modo di vedere il gioco. Volevo solo dire la mia. Poi ognuno fa come gli pare. L’importante è mettersi d’accordo prima e seguire una “linea di gioco” che accontenti un po tutti. Perché poi ognuno ha i suoi casini/gusti fuori da gioco e non si può pretendere che gli altri facciano quello che vogliamo. Serve dunque un compromesso, o DEI compromessi che soddisfino le esigenze di tutti in modo che tutti si divertanto e siano soddisfatti il più possibile.

    Altrimenti.. che senso ha?

    1. morgen_di_morgengabe

      ladylynn Vai al profilo 24 Febbraio 2017 – 12:30

      Ciao Morgan!
      Ti ringrazio per il commento e per aver espresso la tua opinione. Mi trovo al 100% d’accordo con te in quello che hai riportato. In particolare credo che appenderò in camera la frase “ogni master ha il suo gruppo e ogni gruppo ha il suo master”.
      Ci si sceglie. Ci si piace. Se non ci si piace è inutile continuare a giocare insieme. Giocare non è un lavoro, non devi timbrare il cartellino: è divertimento. E se dopo una sessione devi tornare a casa triste e amareggiato tanto meglio che cerchi un altro gruppo con cui ti trovi meglio!
      Grazie ancora e buon roleplay 😉

      1. Antonio

        Morgan Bale Vai al profilo 24 Febbraio 2017 – 12:45

        Anche a te grazie ciao

  2. PolloDiabolico Vai al profilo 24 Febbraio 2017 – 17:30

    bell’articolo complimenti 🙂

    1. morgen_di_morgengabe

      ladylynn Vai al profilo 24 Febbraio 2017 – 19:49

      Ti ringrazio del commento ^^

  3. Maxwell

    Maxwell Vai al profilo 25 Febbraio 2017 – 11:45

    in primis complimenti x le meme in italiese , ma mi scadi su FF8 .
    passiamo ai 5 tipi :
    1° può dare colore al gioco .
    2° se nasce x disturbare , và altrove dopo qualche sessione .
    3° ai miei gruppi piace , e serve .
    4° se riesce ad ammazzare e a non essere ucciso … ma il karma regna nei miei mondi .
    5° se si isola da solo , rimarrà solo , o fuori gioco .

    aggiungo che x fare i gruppi non basta la fortuna ,
    bisogna anche lavorarci 1 minimo , senza che diventi un 2° lavoro .

    1. morgen_di_morgengabe

      ladylynn Vai al profilo 25 Febbraio 2017 – 12:11

      Ciao! Ho scelto quella scena in particolare di Final Fantasy VIII perché era ottima per rafforzare il concetto dell’Uomo del Void.
      Ti ringrazio per il commento, e ora passo a esplicare punto per punto:
      1. Ho scritto: “Attenzione: Ciò non vuol dire che nel party non debbano esserci contrasti, ma che incoraggiare fin da subito una situazione “scottante” spesso equivale a una cattiva idea.” Sul punto 1 non c’è altro da dire.
      2. Hai ragione
      3. Non sono d’accordo. Serve soltanto se a giocare è solo lui mentre gli altri lo stanno a guardare. Tutti quelli che hanno una buona conoscenza del sistema cui si sta giocando sono possibili Plurilaureati – e mi ci metto anche io – ma è particolarmente urtante che non dia modo a nessuno di far niente.
      4. Sono d’accordo
      5. Lecito

  4. Maxwell

    Maxwell Vai al profilo 25 Febbraio 2017 – 12:48

    salve , riguardo al
    3° , in nostro soccorso arrivano i limiti logico\fisici\temporali ,
    se il PG stà scassinando , non può contemporaneamente salire le mura .
    ovvero :

    Master – La AI dell’astronave sta facendo le bizze. Ingegnere, forse dovresti…
    Player 1 – Ci penso io. So cosa fare con le AI.
    Player 2 – Ma il mio personaggio ha le specialistiche…
    Player 1 –Tu stai tranquillo e rilassati.
    MASTER : Player 1 , Tu stai tranquillo e rilassati , potete tentare entrambi .

    Master – Siete arrivati davanti al Conte X per portargli l’ambasciata dell’Imperatore.
    Player 3 – Gli parlo io! D’altronde ho l’ambasciatore…
    Player 1 – Mi schiarisco la voce e comincio a parlare.
    MASTER : il Conte X ascolta entrambi , sempre che non sia infastidito da P1 .

    Master – Il Simbionte vi attacca.
    Player 4 – Beh, il mio personaggio va prima.
    Player 1 – Lascia fare a me. Tanto con quelle skills non riusciresti mai ad averne ragione.*
    Player 4 – Ma sono io il combattente del gruppo.
    Player 1 – Beh, anche io.
    MASTER : tirate l ‘ iniziativa .

    *quanti sono finiti K.O. o morti con queste convinzioni !

  5. Flavio Vai al profilo 10 Marzo 2017 – 07:46

    Complimenti all’autore! Mi sento di aggiungere: molti di questi problemi possono essere prevenuti con una semplice sessione zero. Sediamoci attorno a un tavolo e condividiamo le nostre aspettative sull’avventura, sullo stile, sui personaggi… Una volta d’accordo via a giocare, e se qualcuno uscirà completamente dal seminato ABC avremo un’ottima leva per dirgli: “Non avevamo concordato ABC?”
    Buon gioco a tutti!

    1. morgen_di_morgengabe

      ladylynn Vai al profilo 10 Marzo 2017 – 11:56

      …E hai ragione, questo potrebbe essere un modo ottimale di evitare problemi e mettere l’elemento mela marcia di fronte ai propri errori 🙂
      Grazie mille del commento e buon gioco!

    2. Maxwell

      Maxwell Vai al profilo 10 Marzo 2017 – 18:25

      concordo , però notate il “molti” .
      alcune aspetti non filtrano così direttamente ,
      ed è sempre 1 rottura allontanare qualcuno da 1 gruppo .
      il fatto è che il GDR ha parecchie sfumature ,
      ma educazione e rispetto dovrebbero esser la base .

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